La pietra muta

La “Pietra Muta” è un enorme cippo di forma parallelepipeda, in parte sotto terra, rinvenuto al di fuori delle alte mura che circondano la cascina. Iginio Gromatico nel “De limitibus costituendis” osserva che alcuni cippi potevano non riportare alcuna indicazione ed erano perciò detti “muti”, rientrando nella categoria dei limites muti, cioè senza iscrizioni.

Secondo gli scritti dei Gromatici questo tipo di cippo poteva segnare gli angoli delle centurie e lo si poteva trovare sul ciglio delle strade o al centro di qualche piazza.
La “pietra muta” è caratterizzate da due grandi incassi a coda di rondine sui fianchi, simmetricamente opposti; al centro della faccia superiore si trova un incavo circolare.

La studiosa Alpago Novello suppone che gli incavi servissero per inserire pali accoppiati per seguire gli allineamenti per la centuriazione dei romani in zone ricche di vegetazione, come poteva essere il sito in questione.
Attualmente la “Pietra Muta” si trova adiacente alla cascina, nel grande parco che circonda il fabbricato adibito a ristorante.